Grande successo per la XII edizione a Villanovaforru
Il Piriciolu (o Piriciò, Piricciolu, Piritzolu, a seconda delle aree della Sardegna) è una delle espressioni più autentiche della cultura contadina isolana. Non è un vino nel senso tecnico del termine, ma una bevanda ottenuta dalla pressatura delle vinacce già sfruttate per il mosto, alle quali veniva aggiunta acqua tiepida. Un metodo semplice, frugale, nato dalla necessità e dall’ingegno.
Nonostante oggi venga talvolta confuso con il vino novello, le differenze sono sostanziali. Il Piriciolu rappresenta infatti la volontà delle classi agricole più povere di poter gustare, anche loro, una bevanda legata alla vendemmia. Il vino novello è invece un prodotto enologico vero e proprio, ottenuto tramite macerazione carbonica delle uve dell’annata, sulla scia del Beaujolais Nouveau francese. Due mondi distinti, accomunati solo dal desiderio di assaporare qualcosa di nuovo.
Simbolo di povertà… e di sopruso
Il Piriciolu è molto più di una bevanda stagionale: è un simbolo sociale. Da una parte incarna la povertà e la cultura del non spreco tipica delle comunità rurali. Dall’altra può essere interpretato anche come simbolo di sopruso: era infatti il “vino” che is meris riservavano a is serbidoris, considerati non degni di consumare un vino ottenuto da uva pura. Una distinzione che racconta bene le gerarchie, le difficoltà e le disuguaglianze del mondo agropastorale di un tempo.
Nonostante ciò — o forse proprio per questo — il Piriciolu è diventato un tassello prezioso della memoria collettiva: ricorda un popolo operoso, capace di trasformare ciò che rimaneva della vendemmia in una risorsa, in un momento di condivisione, in un gesto di resilienza quotidiana.
La rinascita culturale: Villanovaforru celebra il Piriciolu dal 2012
Grazie al lavoro appassionato della Confraternita Don Piriciò, il Piriciolu è stato rivalutato e riportato al centro del dibattito culturale locale. Una missione che unisce memoria, identità e orgoglio.
Proprio in questo spirito, il 15 novembre 2025 si è svolta a Villanovaforru la dodicesima edizione della rassegna dedicata al Piriciolu, un appuntamento che ogni anno cresce in partecipazione e interesse. L’edizione 2025 ha confermato questo trend, registrando un ottimo afflusso di visitatori, curiosi, studiosi e appassionati delle tradizioni enogastronomiche sarde.
Degustazioni, racconti, testimonianze, momenti di confronto e iniziative culturali hanno permesso di riscoprire non solo la bevanda, ma l’intero universo simbolico che la circonda: un mondo fatto di fatica, ingegno, ma anche di comunità e senso di appartenenza.
La giuria popolare ha premiato il piriciolu di Roberto Olla (San Gavino Monreale) la tecnica quello di Samuele Vacca (Villanovaforru).
Un’eredità da custodire
Il Piriciolu è un prodotto semplice, umile, ma dal valore culturale immenso. È un ponte con il passato e, allo stesso tempo, uno stimolo a non dimenticare ciò che ha plasmato l’identità rurale sarda. Oggi non è più motivo di vergogna: è un patrimonio da celebrare.
La rassegna di Villanovaforru lo ha ricordato ancora una volta: il Piriciolu non è solo “il vino del povero”, ma un simbolo di memoria, dignità e cultura popolare. Un pezzo di storia che merita di continuare a vivere.
