In base alla legge n. 296 del 2006, è possibile destinare il 5 per mille dell’IRPEF a fini di solidarietà sociale. La scelta di destinazione del 5 per mille e quella dell’8 per mille (legge n. 222 del 1985) non sono in alcun modo alternative fra loro: possono essere espresse entrambe. Su tutti i modelli per la dichiarazione dei redditi compare un riquadro appositamente creato per la destinazione del 5 per mille, con le tre possibili aree di destinazione, come nel fac-simile riprodotto qui sotto. Scegli l’area dedicata al “sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale”.
Con la tua firma e l’indicazione del nostro codice fiscale, la quota della tua imposta sul reddito sarà devoluta a favore dei progetti di solidarietà promossi dall’Associazione Amici di Nostra Signora del Buon Consiglio Onlus.
Un grazie
Padre Giuseppe Pusceddu
(Presidente Associazione Amici di Nostra Signora del Buon Consiglio Onlus)


14 commenti
Ancora grazie a voi e a quanti (…per di più senza rimetterci niente di tasca propria) ci aiutano….ad aiutare.
Chi ne vuol sapere di pù mi contatti pure.
Grazie
IO NON CI CREDO…
Cosa vuol dire “IO NON CI CREDO…”?
è una vergogna che si chiedano soldi alle persone che non li hanno da buttare quando la chiesa, a cominciare dal papa, ostenta una ricchezza che potrebbe aiutare molto di più, se solo lo volesse!
se è un blog libero non lo cancelli
anonimo come sei pressapochista…la chiesa e il discorso su di essa sono cosa diversa dalla solidarietà. secondo il tuo discorso niente ambulanze di volontari perchè c’è il 118. Niente caritas, niente organizzazioni non governative, niente emergency niente medici senza frontiere niente solidarietà sociale perche ci sono gli stati…non sai nemmeno di cosa parli!
Anonimo nessuno ti obbliga a fare cose che tu non voglia,il disco non è credere o non credere.Fare del bene al prossimo dovrebbe essere una cosa naturale che con la chiesa a poco a che fare.
Con il termine cinque per mille viene definito il meccanismo in virtù del quale il cittadino-contribuente può vincolare il 5 per mille della propria IRPEF al sostegno di enti che svolgono attività socialmente rilevanti (non profit, ricerca scientifica e sanitaria).
A differenza del funzionamento per l’anno 2006, nell’edizione del 2007 è stato introdotto un “tetto” massimo di spesa pari a 250 milioni di euro, come riportato al comma 1237 dell’art. 1 della legge Finanziaria per il 2007. In altre parole lo Stato girerà – secondo il volere dei contribuenti – alle realtà destinatarie del 5 per mille fino a un massimo 250 milioni di euro e non oltre. Nel caso in cui l’adesione al 5 per mille producesse un volume maggiore, quindi, lo Stato si tratterrà la quota eccedente.
A me pare più vergognoso che prima han fatto una legge dove hanno dato voce al cittadino su come gestire un po
L’utilizzo di una minima quota delle tasse (relative all
Mi risulta direttamente (e non per sentito dire) che centinaia di associazioni lo fanno e non hanno difficoltà a dimostrarlo a chiunque abbia voglia di vedere.
Tra queste, modestamente, anche l’Associazione Amici NSBC, come anche evidenziato nella sezione del sito sui progetti realizzati (e non ci sono tutti…). Il resto, tutto il resto…sono, a mio personalissimo avviso, solo chiacchiere che lasciano il tempo che trovano. La storia è vecchia: per chi non vuol credere ogni miracolo è insufficiente; per chi vuol credere ogni miracolo è superfluo.
E’ proprio vero: a volte si preferisce (o è più comodo?) maledire il buio piuttosto che accendere una luce. Con la mia sincera gratitudine all
Chiedere è sempre
Giusto Franco,eppoi ne buttiamo tanti di soldi in cose futtili.In qusto caso tra l’altro non ci costa nulla e si possono ottenere dei formidabili risultati.Avanti sempre P.Pux!!!
(Madre Teresa di Calcutta)
“Quello che noi facciamo
è solo una goccia nell’oceano,
ma se non lo facessimo
l’oceano avrebbe una goccia in meno”